1.7.1 Conci rigidi travi

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1.7.1 Conci rigidi travi

In fase di input la singola trave di piano che collega due pilastri viene inizialmente rappresentata da una linea retta che collega i nodi baricentrici dei due pilastri. Questa linea è la congiungente dei nodi di tipo P (figura 23.1) di estradosso delle sezioni iniziale e finale del tratto deformabile della trave. Se nella sezione assegnata alla trave è stato invece scelto il baricentro della sezione quale riferimento di posizionamento la linea rappresenta invece la congiungente dei baricentri delle sezioni iniziali e finali della trave.

Nel caso in cui sia attiva tra i dati generali l'opzione "conci rigidi automatici", vengono generati  automaticamente, nei tratti della linea che ricadono internamente ai pilastri, dei conci rigidi che defiscono il tratto deformabile della trave. La generazione automatica dei conci rigidi è attiva per default per tutte le travi di piano con esclusione di quelle appartenenti al piano di fondazione all'attacco con pareti e di quelle fuori piano. Tale generazione automatica può essere disattivata in qualsiasi momento (anche all'avvio del programma) ed in tal caso i conci rigidi potranno essere assegnati e/o modificati direttamente dall'utente.

Figura 24.1 - Conci rigidi travi di piano

Figura 24.1 - Conci rigidi travi di piano

 

Nella Pianta 1 di figura 24.1 è mostrato l'inserimento iniziale di 3 travi a sezione rettangolare che collegano i baricentri pilastri Q, L, M, N. In particolare le linee rette che collegano a due a due i nodi baricentrici evidenziano, nei tratti interni al perimetro dei pilastri, conci rigidi generati automaticamente dal programma. Nella Pianta 2 per ottenere l'allineamento del filo esterno della trave L-M con il reale filo dei pilastri è stata spostata la trave stessa dalla iniziale posizione o mediante l'apposito comando di snap trave a grip pilastro (§ 2.1.3) o mediante modifica delle misure dei conci rigidi direttamente nella tabella dei dati travi.

Se nella generica sezione della trave generata in fase di input (vedi figura 25.1) è stato assunto un punto di inserimento di tipo P (di cui alla figura 23.1) l'asse della trave (che qui collega i punti P all'estradosso delle sezioni di estremità del tratto deformabile della trave) ed relativi conci rigidi rappresentati nelle visualizzazioni di input (color ciano) risultano differenti da quelli che poi verranno generati dal programma nella fase di calcolo (color rosso).    

Figura 25.1 - Conci rigidi di input e di calcolo

Figura 25.1 - Conci rigidi di input e di calcolo

 

Si fa presente che ogni variazione dimensionale dei conci rigidi ha sempre effetto ai fini della determinazione degli sforzi nella struttura e cioè la matrice di rigidezza dell'asta tiene sempre conto delle 3 componenti di eccentricità di ciascun concio rigido assegnato. Ciò a differenza di alcuni programmi che distinguono la rappresentazione grafica dallo schema geometrico poi effettivamente utilizzato per il calcolo.

Per le travi di fondazione (situate nel piano 0) su suolo elastico alla Winkler il programma non prevede la generazione automatica dei conci rigidi in corrispondenza delle pareti (§ 1.4) e dei pannelli di taglio (§ 1.6). La ragione di questa scelta scaturisce dal fatto che le reazioni del terreno sono applicate al solo tratto deformabile della trave e non ai conci rigidi che nelle pareti assumerebbero una notevole lunghezza escludendo di conseguenza la reazione del terreno per una eccessiva superficie (quella sottostante alla suola della fondazione per tutta la lunghezza dei conci rigidi). In figura 26.1 è illustata la differente scelta dei conci nelle travi di fondazione nel caso di un pilastro (nodo L) e di una parete (nodo M). Nelle travi di fondazione che confluscono nel pilastro L si sono assunti i conci rigidi così come generati automaticamente ottenedo una certa compensazione tra le aree delle impronte sul terreno delle diverse travi che si sovrappongono tra loro e l'area che resta eslusa da dette impronte. I conci rigidi relativi delle travi convergenti nel nodo M (parete) sono stati invece assegnati direttamente allo scopo di ottenere una certa compensazione tra le aree delle impronte sovrapposte e quelle non considerate.  

Figura 26.1 - Sovrapposizione impronte fondazioni

Figura 26.1 - Sovrapposizione impronte fondazioni